La mia Posizione
Formia - Itri - Fondi - Sabaudia
Chiamami
+ (39) 388 - 932 - 8080
Inviami una E-Mail
shana_tuccinardi_93@hotmail.it
Orari di Lavoro
Lun - Ven: 9:00 - 18:00

MANGIARE CON LA TESTA E PENSARE CON LA PANCIA

“Mens sana in corpore sano” espressione usata fin dall’antichità per indicare l’importanza della salute mentale come fattore imprescindibile a garantire la salute fisica e viceversa. Corpo e mente sono strettamente correlati tanto da definire lo stomaco un secondo cervello.

Il nostro intestino contiene circa 100 milioni di neuroni, si tratta di un cervello complesso ed intelligente, un vero e proprio contenitore chimico e neuroromonale che utilizza alcuni neurotrasmettitori come dopamina e serotonina producendone circa il 95% di quella utilizzata dal corpo e cervello.

Nei momenti di forte stress vi è mai capitato di far fatica a deglutire o di poggiare una mano sullo stomaco? Si tratta di un atteggiamento di autoprotezione in quanto sembra proprio che in tali situazioni sia l’intestino ad andare in contro al cervello per calmarlo.

Mantenere in salute il proprio intestino è fondamentale per avere un maggiore controllo di sé. Aiuta ad andare incontro ad un problema sempreverde: gestire le emozioni, avere un maggior controllo di quelle che sono le personali competenze emotive ed avere un quadro generale della propria capacità di valutare, per questo dobbiamo mangiare con la testa e pensare con la pancia, proprio al fine di evitare un’alimentazione inutile per la nostra salute.

Spesso scegliamo i cibi in base ai nostri stati d’animo, alle situazioni che viviamo e che dobbiamo0 affrontare, utilizziamo il cibo come forma di gratificazione e questo proprio perché ci lasciamo guidare dalla nostra impulsività. Non è facile gestire i vortici di emozioni che viviamo e mantenere sotto controllo gola, libido, insicurezze, stress, ansia, rabbia, tristezza, ecco che quindi diventa importante scegliere gli alimenti anche in base agli effetti che possono produrre, alcuni di questi sono propriamente indicati per aiutare la nostra mente a vivere in modo più sereno, altri, invece, producono un effetto contrario e non vuol dire che devono essere evitati, ma bisogna consumarli con il giusto equilibrio.

Ma allora, quali sono i cibi che fanno bene alla mente?

Dopo la pandemia si è avuto un calo netto delle capacità mnemoniche, della capacità di concentrazione e rallentamento delle capacità cognitive e un buon regime alimentare può aiutare nel ridurre questo “appannamento”. Ad esempio, cibi ricchi di grassi, fritti, farine raffinate, zuccheri compromettono il buon funzionamento cognitivo, comportano un aumento dello stress ossidativo andando a danneggiare le cellule cerebrali e per tale motivo sarebbe opportuno limitarne il consumo prediligendo invece alimenti ricchi di vitamine, sali minerali, omega 3 e 6 che sono i migliori alleati della salute del cervello. Le verdure a foglia scura, come il cavolo nero, gli spinaci, le bietole, sono ricchi di antiossidanti che contribuiscono a neutralizzare i danni cellulari causati dai radicali liberi. Una ricerca condotta dall’Università della Georgia, indica un legame tra due particolari carotenoidi presenti proprio nelle verdure a foglia scura ovvero la luteina e la zeaxantina e il miglioramento dell’elaborazione visiva, un processo che contribuisce oltre il 50% della corteccia cerebrale. Si ritiene che questi due carotenoidi siano gli unici in grado di attraversare la barriera emato-retinica per nutrire sia occhi che cervello. Oltre a ciò migliorano la memoria visiva, aumentano l’afflusso di sangue al cervello e favoriscono la flessibilità cognitiva. Un’altra categoria di alimenti necessari per la nostra salute sono gli omega 3 e 6 contenuti nei pesci grassi come sgombro, salmone, sardine, tonno; tali acidi grassi sono essenziali per permettere al cervello di creare nuove sinapsi, prevenire stati depressivi e ridurre le infiammazioni. Anche le proteine, come ben sappiamo sono necessarie per la nostra salute, esse sono responsabili della produzione e modulazione dei neurotrasmettitori responsabili della regolazione emotiva e delle funzioni cognitive in generale, in particolare le uova aiutano a combattere il deterioramento cerebrale in quanto, ricche di vitamine del gruppo B, tra cui B6, B9, B12, riducono i livelli di omocisteina nel sangue, i cui livelli elevati invece aumentano il rischio di demenza e ictus. Altri amici del nostro cervello e intestino sono i frutti di bosco in quanto ricchi di polifenoli aumentano la presenza di batteri buoni mantenendo in equilibrio il microbioma, sono antiinfiammatori e migliorano le capacità di memoria e apprendimento.

Ma allora i nostri “comfort food” dobbiamo eliminarli dalla nostra alimentazione?

Ma certo che no, tutti andiamo alla ricerca di quei cibi che soddisfano il palato e sono anch’essi necessari per mantenere il nostro equilibrio emotivo, concederci delle coccole degli strappi alla regola ci aiuta a mantenere la costanza delle sane abitudini alimentari insegnandoci ad essere più consapevoli di ciò che mangiamo e soprattutto di essere amici del cibo senza pensare di dover eliminare ciò che più ci piace; il primo step per una salute generale è quello di essere sereni a tavola e avere un buon rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

DISTURBI ALIMENTARI

IO NON SARò MAI IN GRADO DI AMARE IL MIO CORPO

Più di 3 milioni di italiani soffrono di un disturbo alimentare e la maggior parte di loro non presenta alcuna caratteristica stereotipata, in quanto tale malattia è qualcosa di più profondo che parte dalla mente e va oltre la ricerca della “magrezza”, e sul piano epidemiologico tali disturbi colpiscono tutti allo stesso modo, ragazze e ragazzi  ma con una prevalenza per il sesso femminile.

Gran parte dei DCA è legata a una difficoltà nella gestione delle emozioni e ciò è stato riscontrato principalmente nell’età adolescenziale.

La regolazione delle emozioni è l’abilità di regolare l’intensità, la durata e la tipologia delle stesse applicando strategie cognitive o comportamentali, che possono essere categorizzate come adattive (per esempio, rivalutazione di una situazione, problem solving, perdono e accettazione) o disadattive (per esempio, ruminazione, ritiro, comportamento aggressivo e autosvalutazione personale). Le strategie disadattive sono strettamente correlate con il funzionamento di molti disturbi mentali, infatti la maggior parte dei comportamenti messi in atto in tali patologie sono regolatori delle emozioni che risultano difficili da tenere sotto controllo e non solo, è stato riscontrato un tasso di comorbilità fra disturbi alimentari e dell’umore, in particolare con ansia e depressione.

Il soggetto affetto da DCA presenza un senso del sé deficitario, incapace di affidarsi ai propri pensieri, sentimenti e sensazioni corporee, difficoltà di mentalizzare esperienze emotive proprie ed altrui, ovvero  nella normale capacità di attribuire intenzioni e significati al comportamento umano e di riflettere sulla propria mente e su quella degli altri. Invece di agire in modo impulsivo, trainati da forti emozioni, possiamo utilizzare la mente per valutare la situazione e per agire modalità di comportamento più adattive e costruttive. Un’adeguata capacità di mentalizzare è dunque alla base della flessibilità mentale, dell’autoregolazione e della costruzione di relazioni significative.

Un fattore molto importante per questi pazienti è il contesto sociale e il sostegno delle persone che li circondano, coloro che gli sono accanto devono evitare la maggior parte dei commenti sull’aspetto fisico, sulle modalità di stare a tavola, su ciò che mangia e non mangia, questo perché, chi soffre di DCA associa la propria autostima alla capacità di controllare il proprio peso e il proprio corpo, e i commenti vanno a rafforzare il disturbo; bisogna invece rendere il momento dei pasti piacevole senza dare importanza al piatto che si ha davanti. La cura di tali disturbi è possibile, necessita di una forte alleanza terapeutica, ma ancora oggi non è così salda in  quanto il tasso di abbandono delle terapie è ancora molto elevato.

 

 

 

 

 

                                                                                                                                                                

 

Bonus Psicologo 2022

10,9 milioni per la tutela della salute mentale dei giovani. Tre gli interventi previsti. Attesi ora gli avvisi pubblici delle Direzioni regionali. Le azioni messe in campo dalla Regione Lazio vogliono essere una risposta efficace alle problematiche di tante ragazze e ragazzi fortemente provati negli ultimi anni dalla traumatica esperienza della pandemia da Covid-19, con l’obiettivo di intercettare forme iniziali di disagio psicologico prima di una possibile cronicizzazione in disturbo.
Per saperne di più consulta il sito bonuspsicologo2022

Efficacia delle terapie psicologiche per la sindrome dell’intestino irritabile (IBS): una metanalisi

La sindrome dell’intestino irritabile evidenzia l’interazione intestino-cervello quindi, se i farmaci non sono efficaci, si consigliano terapie psicologiche. La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione gastrointestinale cronica che colpisce fino al 10% delle persone (Lovell & Ford, 2012). Nel Regno Unito, tra le linee guida per la gestione dell’IBS, è raccomandato l’invio a interventi psicologici in pazienti che non traggono benefici dal trattamento farmacologico

Read More