La Psicologia Clinica
La psicologia clinica è una delle principali branche teorico-applicative della psicologia. Comprende lo studio scientifico e le applicazioni della psicologia in merito alla comprensione, prevenzione ed intervento nelle problematiche psicologiche e relazionali, a livello individuale, familiare e di gruppo, comprese anche le attività di promozione e mantenimento del benessere psicologico e il trattamento di molte forme di psicopatologia.
Consulenza per la gentitorialità
La consulenza genitoriale gioca un ruolo fondamentale nel sostenere i genitori nel loro ruolo educativo e affettivo e nell’attivare le loro risorse e competenze.
La consulenza genitoriale aiuta i genitori a comprendere il proprio dialogo interiore e quello del proprio figlio bambino o adolescente, ossia il meccanismo attraverso cui la persona elabora la propria visione degli eventi attraverso la propria esperienza personale. La maggior parte delle reazioni personali, infatti, sono influenzate dal modo in cui vengono interpretati gli eventi interni o esterni, cioè dal modo in cui si pensa e si formano attraverso esperienze sensoriali, messaggi trasmessi dai genitori, insegnanti, amici o conoscenti. Tali modi possono poi diventare abituali e problematici.
Benessere Psicofisico (gestione dello stress e delle tecniche di rilassamento)
- Training di rilassamento e Mindfulness;
- Gestione dell'ansia e dello stress;
- Disturbi dell'umore;
il benessere psicofisico è Lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che concede alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società.
Un contributo molto importante nel raggiungimento del benessere psicofisico è dato dalle tecniche di rilassamento, tra cui il Training Autogeno e il rilassamento muscolare progressivo . Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento nata agli inizi del ‘900, grazie agli studi dello psichiatra tedesco Johannes H.Schultz.
La tecnica consiste in una serie di esercizi di concentrazione che si focalizzano su diverse zone corporee, allo scopo di ottenere un generale stato di rilassamento sia a livello fisico che psichico.
La caratteristica fondamentale di questo metodo è, appunto, la possibilità di ottenere, attraverso esercizi che potremmo considerare “mentali”, delle reali modifiche corporee, che a loro volta sono in grado di influenzare la sfera psichica dell’individuo. Questo è possibile, in quanto, l’organismo umano è un’unità biopsichica, nel senso che mente e corpo non sono componenti autonome e indipendenti, ma sono strettamente correlate, in un rapporto d’influenza reciproca e costante; è pertanto possibile attraverso semplici attività mentali produrre modificazioni delle funzioni organiche e viceversa.
A sua volta questa generale distensione corporea produce distensione psichica, in quanto è bene ripeterlo, non si può intervenire su una parte della totalità mente-corpo senza modificare tutto il resto.
Valutazioni cliniche
La “valutazione” o “misurazione” psicologica è l’applicazione di sistemi di classificazione o mediante un sistema numerico alla descrizione di differenze individuali. Obiettivo della valutazione psicologica in ambiente clinico è dare una risposta a quesiti che attengono a cinque sfere comportamentali clinicamente rilevanti: 1) diagnosi; 2) eziologia, o cause del comportamento; 3) prognosi, o corso previsto dei sintomi; 4) terapie che possano migliorare o alterare tale corso; e 5) grado del danno funzionale nelle funzioni vitali ordinarie e in quelle specifiche.
Anche se questi obiettivi della valutazione clinica si focalizzano tutti su domande riguardanti un comportamento squilibrato o disturbato, la valutazione, per rispondere a tali quesiti, deve essere anche in grado di identificare le molteplicità di comportamento normale o comune. Solo conoscendo ciò che costituisce comportamenti “comuni” e risposte “normali” alle situazioni della vita il clinico sarà in grado di identificare la natura e la gravità del disturbo comportamentale e di valutare la rilevanza dei comportamenti misurati rispetto alle domande poste.
Benessere in gravidanza e preparazione al parto
In gravidanza l’organismo deve riorganizzarsi per garantire lo sviluppo del nuovo individuo attraverso una trasformazione corporea rilevante. Tali modifiche (peso, volume, postura, ormoni, circolo, respiro) sono difficili da integrare sul piano razionale, con conseguente diminuzione della capacità di comprendere e dare senso a ciò che sta accadendo, e sul piano emotivo, a causa dell’aumento delle paure relative al parto e al bambino.
L’intervento di “Benessere in gravidanza e preparazione al parto” propone un approccio che ha come presupposto la visione della gravidanza come condizione fisiologica, naturale e integrata nell’esperienza dell’individuo.
Attivabile sin dal quarto mese di gestazione, l’intervento soddisfa i bisogni della singola donna e della coppia, permettendo di condurre una gravidanza serena e un accompagnamento ad un parto consapevole e il più possibile privo di ansia.
Un intervento efficace in una fase così delicata dello sviluppo della donna e del nuovo individuo deve prevedere l’integrazione tra interventi di tipo medico e di tipo psicologico, presupponendo un lavoro d’equipe tra ostetrica e psicologa.
Nell’arco del tempo a disposizione (quattro o cinque mesi al massimo) l’intervento è volto ad aiutare le donne ad affrontare la gravidanza, a trascorrerla in uno stato di maggiore benessere possibile, di arricchimento e sviluppo personale, ad affrontare il momento del parto in modo sereno e il più possibile fisiologico, con una seria ed efficace prevenzione dai rischi delle alterazioni cui le donne vanno incontro durante e dopo la gravidanza.
Crescita Professionale e personale
- Autostima;
- Comunicazione;
- Intelligenza emotiva;
- Creatività;
- Relazioni di coppia
La crescita personale deve essere intesa come
lo sviluppo del potenziale di una persona sia nella sfera privata che in ambito professionale.
Di fatto in molti utilizzano le espressioni “sviluppo personale”, “miglioramento personale”, “evoluzione personale” e “crescita individuale” come sinonimi.
Il cambiamento in una persona può durare anche una vita intera tra esperienze, delusioni, traumi e successi, ma potrebbe restare un semplice cambiamento anziché svilupparsi in evoluzione personale. Il primo passo da compiere è essere disposti a cambiare lo stile di vita, i comportamenti e le abitudini ben radicati; d’altronde chi ben comincia è già a metà dell’opera.
Non serve soltanto fissare gli obiettivi personali da raggiungere, ma occorre prendere consapevolezza di chi si è e dove si sta andando e sapere come fare per raggiungerli.
Sostegno psiconutrizionale
Spesso si confondono le emozioni e le sensazioni con la fame. Quindi, mangiare (o non mangiare) diventa un metodo per soddisfare quasi tutte le proprie esigenze con il risultato, ovviamente, di ingrassare (o dimagrire eccessivamente) e non aver esaudito i propri reali bisogni. La fame è regolata da meccanismi fisiologici ben precisi che ne bloccano lo stimolo una volta che l'organismo s'è nutrito a sufficienza. Quindi se si continua ripetutamente a mangiare (o non mangiare) oltre il proprio fabbisogno vuol dire che sono subentrati dei fattori di tipo psicologico aventi poco a che fare col bisogno reale di nutrirsi.
Il sostegno dello psicologo permette di entrare a contatto con gli aspetti di sè che ostacolano un adeguato rapporto con il cibo..
Il percorso Psiconutrizionale
COMPRENDE ORIENTATIVAMENTE QUATTRO FASI:
RACCOLTA INFORMAZIONI PERSONALI circa la problematica del peso. Proposta di tenere un diario giornaliero del cibo. Questo per identificare i fattori scatenanti il maggiore bisogno di cibo in situazioni specifiche o meno; NARRAZIONE STORIA PERSONALE.
FORMULAZIONE OBIETTIVI: es. Riconoscere proprie sensazioni fisiche, emotive, ecc. Gli obiettivi del percorso variano sempre a seconda del soggetto, anche se l’obiettivo principale rimane la propria forma fisica e mentale.
FASE ATTIVA: intervento attivo di consapevolizzazione dei propri schemi emotivo-cognitivi disfunzionali al proprio benessere. Riconoscimento dei propri vissuti corporei, emotivi, in base alle situazioni di vita vissute. Proposta di una traccia scritta (diario) per porre attenzione al proprio modo di funzionare. L’obiettivo è quello di consapevolizzare e di trasformare gli schemi disfunzionali in schemi più idonei per mantenere l’equilibrio psico-fisico. Imparare a codificare i propri vissuti emotivi/fisici e a reagire in modo appropriato.
FASE DI RICOGNIZIONE E VALUTAZIONE DEL PERCORSO FATTO. Conclusione o proseguimento del percorso psicologico.
A CHI SI RIVOLGE IL SOSTEGNO PSICONUTRIZIONALE?
A chi ha sperimentato numerosi fallimenti nel perdere o acquistare peso seguendo unicamente la dieta;
Ai bambini e/o agli adolescenti sovrappeso e alle loro famiglie per fornire un supporto psicologico sia ai primi che agli stessi genitori, facilitando il superamento dei disagi emotivi, affettivi e relazionali legati alla percerzione di sè e del proprio corpo in un momento così delicato della vita e fornendo suggerimenti pratici per modificare cattive abitudini alimentari.
Alle persone affette da specifiche patologie (intolleranze alimentari, tumori, diabete, malattie autoimmuni), con l'obiettivo di fornire un sostegno all’accettazione della malattia, affrontandola sia dal punto di vista psicologico sia nutrizionale.
Alle persone con disturbi del comportamento alimentare fornendo un corretto percorso nutrizionale e un percorso psicoterapico in grado di affrontare gli aspetti psicologici che minano al corretto rapporto con il cibo e con l'immagine corporea.
Il sostegno psiconutrizionale è sempre collegato alla parallella e costante collaborazione con la figura del biologo-nutrizionista, il quale esaminerà gli aspetti fisici e biologici della specifica persona e sulla base di questi elaborerà il programma alimentare adatto.
