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Efficacia delle terapie psicologiche per la sindrome dell’intestino irritabile (IBS): una metanalisi

La sindrome dell’intestino irritabile evidenzia l’interazione intestino-cervello quindi, se i farmaci non sono efficaci, si consigliano terapie psicologiche. La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è una condizione gastrointestinale cronica che colpisce fino al 10% delle persone (Lovell & Ford, 2012). Nel Regno Unito, tra le linee guida per la gestione dell’IBS, è raccomandato l’invio a interventi psicologici in pazienti che non traggono benefici dal trattamento farmacologico

Storicamente soleva essere definita come un disturbo funzionale gastrointestinale, ma più recentemente è stata riconosciuta come un disturbo dell’interazione intestino-cervello. La fisiopatologia è multifattoriale e comprende una motilità gastrointestinale disturbata, un’ipersensibilità viscerale e un’elaborazione alterata del sistema nervoso centrale (SNC), ma i meccanismi con cui questi processi interagiscono sono ad oggi di incerta origine e, di conseguenza, la sindrome dell’intestino irritabile è difficile da gestire clinicamente (Holtmann & Ford, 2016). Questa condizione cronica ha un impatto considerevole sul funzionamento sociale e sulla qualità della vita. Infatti, il grado di compromissione tra i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile è simile a quello osservato nei pazienti con disturbi organici del tratto gastrointestinale come, ad esempio, le malattie infiammatorie intestinali. In studi controllati randomizzati (RCT) aventi come soggetti pazienti con sindrome dell’intestino irritabile, sono stati testati numerosi farmaci autorizzati e non autorizzati, quali neuro-modulatori intestinali, antidepressivi triciclici, farmaci che agiscono sui recettori della serotonina e farmaci che agiscono sui canali ionici dell’enterocita intestinale (Black et al., 2020b).

Tuttavia, molti pazienti sono risultati refrattari alla gestione medica. Poiché la sindrome dell’intestino irritabile è stata riconosciuta come un disturbo dell’interazione intestino-cervello, si sta quanto mai comprendendo come la comorbidità psicologica possa avere un impatto sulla funzione gastrointestinale e viceversa, nonostante i meccanismi di causa-effetto rimangano poco chiari. Nel Regno Unito, il National Institute for Health and Care Excellence, tra le linee guida per la gestione della sindrome dell’intestino irritabile, raccomanda ai medici di considerare l’invio a interventi psicologici in pazienti che non traggono benefici dal trattamento farmacologico (Hookway et al., 2015). Tra gli interventi consigliati vi sono l’ipnosi e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT). Black et al. (2020a) hanno condotto una meta-analisi per stimare l’efficacia relativa alle terapie psicologiche per la cura della sindrome dell’intestino irritabile. Gli articoli utilizzati nella meta-analisi sono stati selezionati tramite una ricerca su MEDLINE (articoli dal 1947 a gennaio 2020), EMBASE, EMBASE Classic (articoli dal 1947 a gennaio 2020), PsycINFO (dal 1806 a gennaio 2020) e dal registro centrale di studi controllati condivisi sulla piattaforma Cochrane.
Per selezionare gli articoli sono stati utilizzati diversi criteri di eleggibilità.
I trattamenti psicologici per la sindrome dell’intestino irritabile
In primo luogo sono stati inclusi solo studi di sperimentazione randomizzata controllata (RCT), ovvero con almeno due gruppi: uno sottoposto al trattamento ed uno di controllo.
I partecipanti dei paper selezionati dovevano avere un minimo di 18 anni ed una diagnosi di Sindrome da Colon Irritabile (IBS), basata sul parere di un medico o su criteri diagnostici sintomatici accettati (criteri di Manning, punteggi di Kruis, criteri di Rome I, II, III or IV) (Fig. 1), supportati da ricerche confermative qualora fossero necessarie. Era inoltre fondamentale che le terapie psicologiche si potessero confrontare tra di loro o che si potesse fare un intervento di controllo rispetto a: lista d’attesa, educazione e/o supporto rispetto alla malattia, consigli dietetici e/o sullo stile di vita o cure di routine.

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